La peste scarlatta
Il vecchio scosse tristemente il capo e disse: «La polvere da sparo tornerà. Niente potrà impedirlo… la stessa vecchia storia si ripeterà. L’uomo si moltiplicherà e gli uomini si combatteranno. La polvere da sparo permetterà agli uomini di uccidere milioni di uomini, e solo a questo prezzo, con il fuoco e con il sangue, si svilupperà, un giorno ancora lontanissimo, una nuova civiltà. E a che pro? Come la vecchia civiltà si è estinta, così si estinguerà la nuova. Ci vorranno forse cinquantamila anni per costruirla, ma finirà per estinguersi. Tutto si estingue.
«Sussisteranno soltanto la forza e la materia, in perenne mutamento, che a furia di agire e reagire realizzeranno i tre tipi eterni: il prete, il soldato e il re. Dalla bocca dei bambini esce la saggezza senza età. Ci sarà chi lotta, chi comanda e chi prega; e tutti gli altri faticheranno e soffriranno assai mentre sulle loro carcasse sanguinanti tornerà sempre e comunque a innalzarsi in eterno la bellezza stupefacente e la meraviglia incomparabile della civiltà. Tanto varrebbe distruggessi i libri immagazzinati nella grotta: che restino o spariscano, tutte le loro antiche verità saranno scoperte, le loro antiche menzogne vissute e tramandate. A che pro…». "
Jack London, La peste scarlatta, a cura di Ottavio Fatica, Adelphi (collana Gli Adelphi, n. 353), 2023¹⁰, pp. 79-80.
[Edizione originale: The Scarlet Plague, Macmillan Inc., NYC, 1912]
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