La bambina di Hiroshima

Apritemi sono io… busso alla porta di tutte le scale ma nessuno mi vede perché i bambini morti nessuno riesce a vederli. 
Sono di Hiroshima e là sono morta tanti anni fa. Tanti anni passeranno. Ne avevo sette, allora: anche adesso ne ho sette perché i bambini morti non diventano grandi. 
Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati, avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro. Un pugno di cenere, quella sono io poi il vento ha disperso anche la cenere. 
Apritemi; vi prego non per me perché a me non occorre né il pane né il riso: non chiedo neanche lo zucchero, io: a un bambino bruciato come una foglia secca non serve. 
Per piacere mettete una firma, per favore, uomini di tutta la terra firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini e possano sempre mangiare lo zucchero.

6 Agosto 1945 ...

Nazim Hikmet 

Commenti

Etichette

Mostra di più