Niente di strano

Sono nato un po’ stupido. Niente di strano, è una cosa che poteva capitare, ed è capitata. I più nascono normali, vengon su senza problemi, sviluppano qualche piccola capacità, qualche interesse specifico, crescono, invecchiano. Fanno un sacco di cose, e non si devono fare troppe domande. Sono organici alla loro vita, se si capisce quello che intendo.

Io invece no, non ci riesco. Non so il perché, forse è stato a causa di un difetto di programmazione, chi lo sa. Un bug, come dicono quelli che si muovono a loro agio tra i linguaggi informatici. Di fatto però son venuto su malino. Non in modo grave però, giusto un poco. Un po’ disorganico, diciamo.

Che se almeno fossi stato un totale disastro avrei potuto contare su una qualche solidarietà di genere o sulla cassa integrazione in deroga, per dire.E invece niente. Un bug. Minimo e sobrio.

E così ho fatto pasticci un po’ con tutto: con le cose importanti e quelle ordinarie, con la scuola, col modo di vestire, di portare i capelli, con le relazioni, gli amori, i lavori, le abitudini. Con quasi tutte le risposte alle domande e con la scelta dei tempi, regolarmente sbagliati.

Beh, con gli anni ho solo imparato a fare benino un paio cose, due soltanto, anche se naturalmente con nessuna di queste si va da qualche parte. Per il resto continuo a non sentirmi parte di nulla.

Provo fastidio e distacco per le schifezze dei politici e il loro sfacciato affermare e negare la stessa cosa, e lo stesso fastidio per chi li difende ad oltranza. Provo rabbia e lontananza per chi mente e se ne frega di tutto, siano partiti o organizzazioni della sanità o assessori degli interessi di casa. Non comprendo l’esaltazione dei manager, grandi e piccoli, e di quelli che li imitano soltanto.

Mi sento estraneo a chi si sente colto, a chi crede di inventare un nuovo modo di fare politica, e di fare teatro, e di fare comunicazione, e di fare soldi. Estraneo a chi inventa processi etici per cambiare il mondo sotto casa. Estraneo a chi si isola. Estraneo a chi si sente diverso e migliore.

E tutto per un piccolo, insensato bug, diavolo.

Ma così è andata, e adesso, a meno che non sappiate indicarmi un genio dell’informatica esistenziale che rimuova il difetto, continuerò così, e pazienza, ci son cose peggiori.

E dire però che sarebbe bastato poco, probabilmente un normale antivirus, di quelli gratuiti. O un semplice leggero slittamento dei pensieri.

O chissà, magari sarebbe bastata anche solo la borsa del ghiaccio, messa su al momento giusto.

Vabbè. Fa niente.

Che peccato però.

Valter Buccino

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