Il 31 d’agosto c’è una storia che nasce e un’estate che muore

«La spiaggia di Guardia rovente
Era piena di gente
Si parlava di sport di Pertini e Bearzot
Io ignaro di questo, ignaro di tutto
Fabbricavo castelli di sabbia
Con paletta e secchiello ed in testa un cappello
E lei, stava senza mutande
Ma io non la guardavo neanche
M’infilavo i braccioli e poi dritto nel mare
Non sapevo neanche cosa fosse l’amore.
Dieci anni più tardi la vidi, vicino a un falò
E bruciava la carne e bruciavano canne
Io stavo seduto da solo a suonar la chitarra
A cantare canzoni, a cercare attenzioni
Ma lei non mi guardava neanche
Ed io facevo finta di niente
Ingollavo Peroni e iniziavo a urlare
Delle pene che solo ti sa dare l’amore
Sulla spiaggia lattine anni ’80
Quando il mare s’incazza e riporta
Ricordi che avevi coperto di sabbia
Palloni arancioni sgonfiati
Fare “ciao” a un treno che passa
E guardare nel cielo la scia di un aereo
E lei, sempre senza mutande
Ed io che non capivo neanche
E scavavo la sabbia cercando tesori
E vedevo la vita soltanto a colori
E poi, di colpo fra le sue braccia
Noi due, stretti sotto la doccia
La paura e la voglia di fare l’amore
Il 31 d’agosto c’è una storia che nasce e un’estate che muore.

Brunori Sas, “Guardia ’82”, Vol. 1 (2009)

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