Cose comuni
Proviamo a capire qualcosa, ragionando, sullo spot della pesca. Innanzitutto, chiariamo che non è affatto inutile parlarne, anzi. Non è vero che gli si fa un favore, anzi: questa cosa del purché se ne parli è figlia pura del molti nemici molto onore. Che è una fesseria: chi ha inventato questa frase si è poi accorto che molti nemici ti fanno il mazzo a tarallo, altro che molto onore. Così, questa cosa della pubblicità, che guadagnerebbe anche in termini economici perché la si critica, non è vera, o comunque tutta da dimostrare: dati alla mano, però, possibilmente. Poi. Non è di destra. La destra non ragiona così, non parla così. Non è melliflua e non titilla queste note sdolcinate: questo è veltronismo puro: un distillato di banalità, peraltro pericolosissime, perché hanno permeato tutta la cultura italiana, che ormai è ridotta come sappiamo. Altra obiezione: che senso ha criticare questo modo di raccontare le cose? Ha senso, perché è così che passa il senso comune: attraverso migliaia di queste cose qui. La mammina affacciata che guarda il padre separato dalla finestra e quasi lo perdona (perché è ovvio che la colpa della separazione è dell'infido patriarca). Il beau geste della creatura, che ovviamente ragiona come in un film finanziato dal Ministero. La bella casa, la macchina nuova. E' così che passano le idee. E vanno criticate eccome, sempre e comunque. Prima di tutto per non perdere l'abitudine al pensiero, poi per principio: la critica, in certi casi, è addirittura un dovere, altro che diritto. Perché, ripeto, è così che si forma la pericolosissima opinione pubblica, e ogni tanto le va ricordato che sì, va bene, sarai anche pubblica, ma come opinione è meglio se vai a cuocere i cocozzielli. Così passano i concetti malati, così filtrano le idee fasciste: quando noi, che dovremmo ragionare su tutto, pensare, studiare, facciamo i superiori. E sbagliamo. Non bisogna fare i superiori: bisogna essere, superiori. Non lasciar correre niente, a queste idee. Niente. E' così che vincono, e invece bisogna riflettere, studiare, criticare. Sempre. Tutto. Per non far credere che certe cose siano normali. Non sono normali, sono solo comuni, come diceva Dorothy Parker.
Amleto de Silva
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