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Visualizzazione dei post da luglio, 2024

FramMenti

È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla. — Cesare Pavese, 4 maggio 1946

Sulla strada

"- Qual è la tua strada, amico?… la strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell’arcobaleno, la strada dell’imbecille, qualsiasi strada. E’ una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi. Che direzione che uomo che modo? - Approvammo nella pioggia. - Ti dirò, Sal, chiaro e tondo, non importa dove io abiti, il mio baule spunta sempre da sotto il letto, sono pronto a partire o a venire buttato fuori. Ho deciso di lavarmi le mani di tutto. Tu m’hai visto tentare e rompermi il culo per farcela e tu sai che questo non ha importanza e che noi sappiamo il valore del tempo: come rallentarlo e camminare e guardare e solo fare delle scatenate baldorie vecchio stile, che altro genere di baldoria esiste? Noi lo sappiamo. - Sospirammo sotto la pioggia." Jack Kerouac (On the road)

FramMenti

La vita è così, più o meno una vita vale l’altra, dopo un po’ ci si abitua a tutto, eh. Il mondo perde di fascino, ed è naturale ritrovarsi a guardarlo con un certo distacco. Anche i più entusiasti, come me, a una certa età finiscono col non stupirsi più di nulla. — L’abitudine

I libri...

I libri sono pieni delle parole dei saggi, pieni degli esempi degli antichi, dei costumi, delle leggi, della religione. Vivono, discorrono, parlano con noi, ci insegnano, ci ammaestrano, ci consolano, ci fanno presenti - ponendole sotto gli occhi - cose remotissime dalla nostra memoria. Tanto grande è la loro forza, la loro dignità, la loro maestà e infine la loro sacralità, che, se non ci fossero i libri, saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio e non avremmo conoscenza alcuna delle cose umane e divine; la stessa urna che accoglie i corpi degli uomini avvolgerebbe nell’oblio anche i loro nomi. Cardinal Bessarione - Estratto dalla lettera al Doge veneziano Cristoforo Moro (31 maggio 1468)

FramMenti

Se vuoi trovare l’arcobaleno… devi sopportare la pioggia. (D. Parton)

Non è tempo di esitar

[...] Da un pezzo una cosiddetta laicità nel Maghreb e nel Medio Oriente è garantita soltanto da regimi dittatoriali. Da un pezzo lasciare libertà di voto può condurre a un’affermazione non solo islamica, ma islamista. Una democrazia in senso proprio, che non è soltanto fare le elezioni ma stabilire un’effettiva divisione dei poteri - esecutivo, legislativo e giudiziario - cioè una sicurezza di uguali diritti di fronte alla legge, non è garantita da nessuno. E tuttavia non è possibile opporre alla rivolta popolare contro l’autocrazia il pericolo rappresentato da una sua libera espressione. Anche nel voto. Anni fa le elezioni hanno portato in Algeria a una vittoria schiacciante del fronte islamico. Il governo e l’esercito hanno annullato quelle elezioni. Risultato: in Algeria non c’è democrazia, né partiti, né sindacati, né una vera libertà di stampa, né diritti uguali per le donne - tutto devastato. E non basta: le forze del governo hanno sgozzato centinaia di infedeli - infedeli a chi...

FramMenti

Sono onnivoro di sentimenti, di esseri, di libri, di avvenimenti e di battaglie. Mi mangerei tutta la terra, mi berrei tutto il mare. —  Pablo Neruda, Confesso che ho vissuto

Dezső Kosztolányi

Sogno di inchiostri colorati Sogno di inchiostri colorati, il più bello è il giallo. Scriverei molte lettere con questo colore ad una ragazza, che amo. Scriverei scarabocchi, lettere cinesi, e un uccello allegro con dei ghirigori. E voglio ancora tanti altri colori: bronzo, argento, verde e oro, e ci vogliono ancora cento e mille, e poi un milione: viola scherzosa, color vino, grigio muto, pudico, sgargiante, innamorato, ma anche viola triste e color mattone, e poi celeste chiaro come l'ombra della vetrata colorata del portone in un mezzogiorno d'agosto. E voglio rosso vivo, color sangue, come un tramonto infuocato, e allora scriverei, scriverei sempre. Con azzurro a mia sorella, con oro a mia madre: le scriverei una preghiera d'oro, fuoco d'oro, parola d'oro, come l'alba. E non mi stancherei mai, scriverei in una vecchia torre, senza sosta. Sarei tanto felice, oh Dio mio, tanto felice, colorerei tutta la mia vita.

FramMenti

 ...mi sono anche chiesto se fosse valsa la pena spendere tante ore di vita nell’illusione di scoprire, in complicità con un libro, come funzioni la macchina del mondo, quali i grovigli del cuore, le poche nobiltà e le tante perfidie. Le infamie che gli uomini sanno così bene mistificare, specialmente quando le mutano in un’opera letteraria. Passaporti. Un viaggio esoterico. Giuseppe Marcenaro

Precise parole

Ci viene continuamente chiesto di spiegare le cose “in due battute”, possibilmente “brillanti”: che si tratti della guerra, della fame, dell’immigrazione, non importa. “Ci dica, in due parole…” Ma ci sono cose che non hanno un nome, hanno una storia. E se non ti prendi la briga di impararla, quella storia, poi succede che non capisci neanche le cose. Per fortuna la memoria del mondo è piena di racconti di storie, grandi affabulatori che attraverso la letteratura e il teatro ci hanno affascinato con racconti e trame e personaggi e tragedie e passioni. E noi li ascoltiamo fino alla fine col cuore rapito e la testa che gira, e alla fine solo alla fine ci rendiamo conto di avere anche capito delle cose. Lella Costa

FramMenti

Quello che non comprendiamo si chiama incomprensione, le incomprensioni e le percezioni sbagliate sono la base di tutte le sofferenze. La paura, la collera, la gelosia, tutte sono figlie delle incomprensioni, sono il prodotto delle percezioni sbagliate.   Thich Nhat Hanh

Viviamo in un sogno

Come in Matrix non vediamo la realtà. Ho sentito ripetere un milione di volte che la sinistra italiana non è capace di opporsi in modo decente a Berlusconi. Ma poi non ho sentito molti dire cosa farebbero loro, al posto di Bersani. In un articolo precedente ho raccontato la storia della Semco, grossa azienda brasiliana dove il proprietario, Ricardo Semler, ha deciso un cambiamento radicale del sistema. Orari flessibili e stipendi flessibili, ognuno decide quanto guadagnare e quanto lavorare, si accorda con i colleghi e si reca al lavoro all’ora che preferisce, non ci sono neppure turni fissi! Sono stati aboliti i controlli e molta burocrazia aziendale. I lavoratori in assemblea intervistano i candidati per le nuove assunzioni, siano essi manager o semplici manovali. I dipendenti discutono i programmi imprenditoriali e ogni anno l’azienda investe nella creazione di nuove imprese proposte dai dipendenti. E chi ha avuto l’idea collabora a gestirla. Quindi chi ha buone idee diventa rapidam...

FramMenti

“Italia, paese di porci e di mascalzoni. Il paese delle mistificazioni alimentari, della fede utilitaria (l’attesa del miracolo a tutti i livelli) della mancanza di senso civico (le città distrutte, la speculazione edilizia portata al limite) della protesta teppistica, un paese di ladri e di bagnini (che aspettano l’estate) un paese che vive per le lotterie e il giuoco del calcio, per le canzoni e per le ferie pagate. Un paese che conserva tutti i suoi escrementi.”  Ennio Flaiano, Frasario essenziale per passare inosservati (1969)

Il cimitero di Praga

Occorre un nemico per dare al popolo una speranza. Qualcuno ha detto che il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. L’identità nazionale è l’ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso dell’identità si fonda sull’odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l’odio come passione civile. Il nemico è l’amico dei popoli, ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L’odio è la vera passione primordiale. Umberto Eco

FramMenti

La sua lotta con le parole era quanto mai tormentosa, e per due motivi. Uno l'aveva in comune con scrittori del suo genere: il bisogno di colmare l'abisso tra espressione e pensiero; la sensazione esasperante che le parole giuste, le parole uniche, aspettano sulla riva opposta, nella lontananza caliginosa, mentre i brividi del pensiero ancora ignudo le invocavano da questa parte dell'abisso.  Vladimir Nabokov, La vera vita di Sebastian Knight

Censura, semplice

Chiedo scusa, ma forse dovremmo cominciare a usare una parola diversa da “censura”. Qui siamo addirittura al di là. Censura è quando un potere - di solito il potere politico - decide quello che posso leggere e quello che non posso leggere e lo fa di solito sulla base dei *contenuti*: cioè non devi leggere quella cosa perché altrimenti vai all’inferno, o fai la rivoluzione, o uccidi il re, ecc. ecc. Certo ci sono intere bibliografie cancellate dai censori nella Storia, ma - diciamo - si estrapola (va?) dalla pericolosità della persona la pericolosità dei contenuti che poteva esprimere. Ora il discorso è diverso e - se possibile - peggiore. L’assessore regionale ha detto che “non è censura, ma un indirizzo politico”. Il che è come dire: non mi interessa, neppure teoricamente, quello che scrivono o come lo scrivono, mi interessa solo “dare una lezione”. Sia nel senso figurato (agli autori che hanno commesso atti politici disdicevoli), sia nel senso proprio agli allievi (visto che sti...

FramMenti

Ma tra un giorno da leone e cento da pecora, non se ne potrebbero fare cinquanta da orsacchiotto? Massimo Troisi

Il Cavaliere disperato

Sono disperato, quello che faccio mi fa schifo, da 8 settimane non prendo un giorno di riposo, se potessi lascerei tutto”. Questa l’esternazione di Berlusconi nel bar del teatro Quirino a Roma Anche noi siamo disperati per subire da 15 anni un ridicolo populismo, le promesse di governi miracolosi, le vanterie per le vittorie del Milan e per i soldi fatti, l’esibizione ostentata del suo gallismo, l’impunità per tutte le sue malefatte fino alla enormità del “lodo Alfano”. Cavaliere, tenga conto della sua disperazione e della nostra e cambi vita! Ho però l’impressione che il vecchio piduista non sia stanco della politica (è stato l’intreccio fra affari e politica che gli ha dato il monopolio delle TV) ma che intraveda un paio di temporali nel suo orizzonte: - uno è quello del possibile acuirsi della crisi economica che non può essere fronteggiata se non con un governo di grande coalizione e con l’appoggio del mondo sindacale, e non a colpi di decreto o continuando a bluffar...

FramMenti

Gli uomini cambiano ben poco, anzi rimangono sempre gli stessi: tanto che dal principio dei tempi esiste una sola storia d’amore, che si ripete all’infinito senza perdere la sua terribile semplicità, la sua irrimediabile sventura. Alvaro Mutis, L’ultimo Scalo del Tramp Steamer

Alfonso Gatto

Arietta settembrina Ritornerà sul mare la dolcezza dei venti a schiuder le acque chiare nel verde delle correnti. AI porto, sul veliero di carrubbe l’estate imbruna, resta nero il cane delle sassate. S'addorme la campagna di limoni e d'arena nel canto che si lagna monotono di pena. Così prossima al mondo dei gracili segni, tu riposi nel fondo della dolcezza che spegnilini.

FramMenti

Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diventa un sentiero. Blaga Dimitrova

L’arte dell’attesa

Aspettare è una imposizione. Eppure è l'unica cosa che ci fa percepire fisicamente il logorio del tempo e ce ne fa conoscere le promesse. Esistono infinite forme di attesa: in amore, dal medico, alla stazione o nel traffico. Aspettiamo: l'altro, la primavera, i numeri del lotto, un'offerta, il pranzo, la persona giusta, e aspettiamo Godot. I compleanni, i giorni di festa, la felicità, i risultati sportivi, un referto. Una telefonata, il rumore della chiave nella toppa, il prossimo atto e la risata dopo il finale di una barzelletta. Aspettiamo che un dolore smetta e che ci colga il sonno o che il vento si plachi. Inerzia, distrazioni o noia: nel registro delle ore programmate, l'attesa è la pagina vuota da riempire. Che nel migliore dei casi ci ricompensa con la libertà. Andrea Köhler - L’arte dell’attesa

FramMenti

Quando si smette di amare, in genere non si ha la pazienza di aspettare che finisca bene. Si cerca la strada più breve: la rottura, la sofferenza. Invece ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell’inizio, bisogna superare gli egoismi, vivere questo momento con la stessa passione, far sentire alla persona lasciata tutto il bene che c’è stato: ci vuole amore per chiudere una storia. Massimo Troisi

Errori mussoliniani

"L'unico errore di Mussolini fu quello di allearsi con Hitler" E la marcia su Roma. E l'assalto di Palazzo d'Accursio. E l'olio di ricino. E il confino per oppositori politici, intellettuali, slavi e omosessuali. E lo squadrismo. E le redazioni dei giornali date alle fiamme. E la soppressione della libertà di stampa. E il certificato di “buona condotta politica” per potersi iscrivere all'Ordine dei giornalisti. E le leggi razziali. E i campi di concentramento. E la deportazione degli ebrei. E le spedizioni contro le camere del lavoro, le case del popolo e le leghe agrarie. E l'assassinio di Giacomo Matteotti. E l'omicidio dei Fratelli Rosselli. E la prigionia di Antonio Gramsci. E i pestaggi su Piero Gobetti e Giovanni Amendola. E la persecuzione di militanti, parlamentari, dirigenti comunisti, socialisti, azionisti, popolari, repubblicani, liberali. E l'istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. E l'introduzione della pe...

FramMenti

Una volta mi ha detto che la maggior parte delle persone usano la parola amore per dire in un modo diverso che hanno fame.  Colum McCann 

Poveri e semplici

Dalla mia finestra, quando alzavo gli occhi, non vedevo nulla di nulla. Solo un po’ di bianco, o di nerofumo, e un camino triste come una buca. «Dio!», mi dicevo, «che mai sarà di questa mia vita? Dove andrò? Dove sarò tra pochi anni? Andrea e Sonia non si stancheranno di me? E se sì, dove mi rifugerò?» Un uccello attraversava l’aria come una pietra. Tutto era difficile, tutto era in letargo, non solo per me, ma per la natura tutta, per la vita medesima. E mi andavo ricordando come di un sogno, benché invece li avessi in cuore vivissimi, dei miei ideali socialisti, della grande febbre che m’era presa a Napoli, dopo la guerra, di fare anch’io qualcosa di buono, collaborare affinché il mondo — da triste e ingiusto che era — divenisse lieto e provvido per tutti. Allora mi rianimavo, sentivo che il mio cuore riviveva, e tornavo a piegarmi sulla macchina da scrivere. Non avevo molta stima di questo mio lavoro, ma del suo contenuto, cioè del suo scopo — ch’era collaborare alla Rivoluzione — ...

FramMenti

Molto spesso non siamo affatto noi a scegliere le nostre letture, i nostri dischi o i nostri amori, ma sono gli accadimenti stessi che vengono a noi in un particolare momento, e quello sarà l'attimo perfetto, facilissimo e inevitabile: sentiremo un richiamo e non potremo far altro che obbedire.  Pier Vittorio Tondelli - L'abbandono

Le parole

Ho cominciato la mia vita come senza dubbio la terminerò: tra i libri. Nell’ufficio di mio nonno ce n’era dappertutto; era fatto divieto di spolverarli, tranne una volta all’anno, prima della riapertura delle scuole. Non sapevo ancora leggere, ma già le riverivo queste pietre fitte: ritte o inclinate, strette come mattoni sui ripiani della libreria o nobilmente spaziate in viali di menhir, io sentivo che la prosperità della nostra famiglia dipendeva da esse. […] Non ho mai razzolato per terra, non sono mai andato a caccia di nidi, non ho erborizzato nè tirato sassi agli uccelli. Ma i libri sono stai i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità. Jean Paul Sartre

FramMenti

Non è possibile amarsi e separarsi. Si vorrebbe che fosse possibile. Si può trasformare l’amore, ignorarlo, sprecarlo, non si può estirparlo dall’anima. Io so per esperienza che i poeti hanno ragione: l’amore è eterno. (E. M. Forster)

Leopardi

Leopardi? Una noia mortale. Perché continuare a studiarlo a scuola? E obietta sempre qualcuno, Leopardi era un pessimista, è deprimente leggerlo! Ecco, quando mi dicono che Leopardi era un pessimista, io non posso fare a meno di arrabbiarmi! Perché non è vero, non è assolutamente vero! Vi ricordate di quel giovane che osserva la luna e si domanda: «che fa l’aria infinita, e quel profondo infinito seren?» E ditemi, che emozioni vi suscitano questi versi: «Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare.» E cosa provate quando Leopardi vi parla di Silvia, dei suoi «occhi ridenti e fuggitivi?» Una soave, irresistibile dolcezza che spezza il cuore. Ecco, io ogni volta che leggo Leopardi provo un senso di commozione e mi paralizzo davanti all’intensità che traspare dai suoi versi. Perché questo poeta che vi hanno descritto come brutto, gobbo, triste e depresso non si è mai lasciato spezzare, né dalla malattia, né dalla solitudine, né dalla ...

FramMenti

Le cose non dette hanno una vita meno evidente di quelle che sono state rivelate dalla parola, ma una volta che questa vita l'hanno acquistata, non se la lasciano sminuire da altre parole soltanto. Italo Svevo

Fivos Stavridis

Versi per musica Non troverai più il volto dietro la foglia verde del silenzio la musica è finita, le luci sono basse: non so quale promessa, quali illusioni saranno rimpiazzate dalla gravità di un’altra decisione. Giù nella valle delle farfalle non troverai più i passi perduti; là adesso l’erba arriva alle ginocchia e forse la tua solitudine sarebbe impenetrabile nella spoglia possibilità di un’altra attesa. (da Poesie, 1972)

FramMenti

In guerra, la verità è la prima vittima.  Eschilo

Atomici

Vanunu nel 1986 decise di rivelare al mondo che sì, è vero che Israele possiede l’arma nucleare, che sotto la centrale sperduta del deserto del Negev dove lui si recava ogni giorno a lavorare si trovava una fabbrica con plutonio sufficiente per produrre 200 armi atomiche. Erano stati i francesi negli anni 50 a confidare ad Israele i segreti militari dell’atomo ma la tacita convezione era di non dirlo pubblicamente. Anche se tutto il mondo lo ha sempre saputo.Dunque Vanunu, dopo un tormentato esame di auto-coscienza, prese accordi con il Sunday Times di Londra dove si recò per essere intervistato sulle sue preziose informazioni, proprio mentre le spie del Mossad seguivano i suoi movimenti. Perché non lo fermarono prima: ormai era fatta, fermare una rotativa non è come oggi buttare le copie di un giornale già stampato (come fa Molinari)… e poi un po’ di pubblicità non guasta mai poi. Lo lasciarono fare, dunque, e poi chiesero all’allora capo del governo di sua Maestà (era la Thatcher) se...

FramMenti

Quando discuti con un avversario prova a metterti nei suoi panni, lo comprenderai meglio… Ho seguito questo consiglio ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire.  Antonio Gramsci - 1891 / 1937

Corsivi

Vi ricordate il corsivo? Vi siete mai chiesti perché oggi non s’insegna più i ragazzi a scrivere in corsivo? E no, non è un caso che si tenda ad usarlo sempre meno. Scrivere in corsivo vuol dire tradurre il pensiero in parole; ti obbliga a non staccare la mano dal foglio. Uno sforzo che stimola il pensiero, che ti permette di associare le idee, di legarle e metterle in relazione. Non a caso la parola corsivo deriva dal latino «currere», che corre, che scorre, perché il pensiero è alato, corre, s’invola. Scrivere in stampatello invece vuol dire, a detta degli psicologi dello sviluppo, «spezzettare il pensiero, sezionarlo in lettere, negare il tempo e il respiro della frase.» Naturale che il corsivo non abbia più posto nel mondo di oggi, un mondo che fa di tutto per rallentare lo sviluppo del pensiero, per azzopparlo. Pensate che il corsivo nacque proprio in Italia e poi si diffuse in tutto il mondo. Perché? Perché era una scrittura compatta, elegante, chiara. Ma la nostra è una società ...

FramMenti

Volevo procurarmi uno zaino completo, con il necessario per dormire, ripararmi, mangiare, cucinare, insomma cucina e camera da letto da portare in spalla, e andarmene chissà dove e trovare una solitudine perfetta. — Jack Kerouac

Scherzetto

Betta che si strusciava al suo collega era scostumata; e suo marito incuneato tra lei e l'estraneo – un amante, un fratello, un amante fraterno – era scostumato; come scostumate erano le pareti, il vento che soffiava dalla Marina, la città. Qualche tempo dopo la morte di mia moglie, avevo guardato tra le sue carte – scostumato anch'io – e mi ci era voluto poco per rendermi conto che, mentre ero distratto giorno e notte dalle piccole dure battaglie per la mia affermazione artistica – erano stati tanti, tantissimi, gli anni di distrazione nel corso dei quali la cosa che aveva contato di più era andare dietro al mio estro –, lei mi aveva tradito spesso, già pochi anni dopo che c'eravamo messi insieme. Perché. Non se lo spiegava nemmeno lei, faceva solo ipotesi. Per ricordarsi che c'era. Per darsi un po’ di centralità. Perché la mia centralità, all'interno della nostra relazione, era eccessiva. Perché il suo corpo aveva bisogno di attenzione. Per una mossa cieca della s...

FramMenti

Quanto più una persona è intelligente, tanto meno diffida dell’assurdo. — Joseph Conrad

L'invenzione della solitudine

 Un giorno c'è la vita. Per esempio, un uomo sano, neanche vecchio, senza trascorsi di malattie. Tutto è com'era prima e come sarà sempre. Passa da un giorno all'altro pensando ai fatti suoi, sognando solo il tempo che ancora gli si prepara. Poi, d'improvviso, capita la morte. Un uomo esala un leggero sospiro, si abbandona sulla sedia, ed è la morte. La sua subitaneità non lascia spazio al pensiero, non dà occasione allo spirito di cercare una parola che possa consolarlo. Restiamo soli con la morte, col dato inoppugnabile della nostra mortalità. La morte dopo lunga malattia possiamo accettarla con rassegnazione. Anche che la morte accidentale si può attribuire al destino. Ma che un uomo muoia senza causa apparente, che muoia solamente perché è uomo, ci spinge così vicino all'invisibile confine tra la vita e la morte da farci domandare su che lato di esso ci troviamo. La vita si fa morte, ed è come se quella morte avesse posseduto questa vita da sempre. Morire senza ...

FramMenti

È impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno che non viviate in modo così prudente da non vivere del tutto. In quel caso, avrete fallito in partenza. J. K. Rowling

Dino Buzzati 20. IL CANE CHE HA VISTO DIO

1. Per pura malignità, il vecchio Spirito, ricco fornaio del paese di Tis, lasciò in eredità il suo patrimonio al nipote Defendente Sapori con una condizione: per cinque anni, ogni mattina, egli doveva distribuire ai poveri, in località pubblica, cinquanta chilogrammi di pane fresco. All'idea che il massiccio nipote, miscredente e bestemmiatore tra i primi in un paese di scomunicati, si dedicasse sotto gli sguardi della gente a un'opera cosidetta di bene, a questa idea lo zio doveva essersi fatto, anche prima di morire, molte risate clandestine. Defendente, unico erede, aveva lavorato nel forno fin da ragazzo e non aveva mai dubitato che la sostanza di Spirito toccasse a lui quasi di diritto. Quella condizione lo esasperava. Ma che fare? Buttar via tutta quella grazia di Dio, forno compreso? Si adattò, maledicendo. Per località pubblica scelse la meno esposta: l'atrio del cortiletto che si apriva dietro il forno. E qui lo si vide ogni mattina di buon'ora pesare il pane...

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