Un signore meticoloso ma un po’ astratto, ricevette un giorno una lettera, che invero attendeva da tempo. La lettera proveniva dall’Ufficio Esistenze e gli diceva, con laconico garbo, che era imminente la sua dichiarazione di esistenza, e che pertanto si preparasse ad entrare in esistenza entro breve tempo. Si rallegrò del messaggio, e non fece nulla, giacché da tempo aveva fatto tutto il necessario per esistere, a partire da qualsiasi momento, con o senza preavviso. Lievemente euforico all’idea di esistere, egli considerò quel momento in cui era allora, quella lacuna tra l’esistere e il non esistere, come una sorta di vacanza; poiché nulla poteva accadergli finché non avesse cominciato ad esistere veramente, egli si trattò con qualche indulgenza: si alzava tardi, passeggiava gran parte della giornata, faceva brevi viaggi in luoghi distensivi e pittoreschi. Aspettava la lettera definitiva, senza impazienza, giacché sapeva che le pratiche erano delicate, le operazioni sottili, le distan...