Malatesta, mi dice, era uno che sapeva infiammare le platee. Prima di tutto italiano, inglese, francese, per lui andava bene uguale. E poi, c’è poco da fare, aveva talento. Cos’abbia detto, quella sera al Tivoli and Zucca’s Saloon, non si sa di preciso. Ma non c’è molto da sbagliarsi. Avrà detto che monarchie e repubbliche, e tutti i parlamenti, servi e gendarmi della borghesia, compresi quelli dei cosiddetti regimi democratici, per non dire gli eserciti e le polizie, lo sbirro e l’esattore, il soldato e il carceriere, col loro complice, il fabbricante di menzogne, prete o professore che sia, foraggiato per asservire gli spiriti e farli docili al giogo: tutto questo andava soppresso, perché nessuno poteva imporre alle masse le proprie leggi. Avrà spiegato che la scienza positiva dimostrava la totale inadeguatezza del regime parlamentare, anche se mascherato col suffragio universale, anzi, specialmente col suffragio universale. Fin lí saranno stati tutti d’accordo, come pure sulla frate...